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  • RINNOVARE L’ARREDAMENTO DI HOTEL CON I QUADRI MODERNI

    QUADRI MODERNI PER ARREDAMENTO HOTEL

    Oggi ci rivolgiamo ai titolari o direttori di Hotel, albergatori oppure ad arredatori, progettisti e architetti che si occupano di arredamenti d’hotel.

    Siamo in un’epoca in cui rinnovare l’arredamento di un hotel è diventato fondamentale. Sono tanti ancora gli alberghi che mantengono lo stile d’arredamento anni 80 ma che diciamoci la verità sono già fuori mercato oppure in declino commercialmente parlando. Purtroppo è la verità perchè anche l’occhio vuole la sua parte…con l’avvento del web e del marketing online la gente si informa prima di soggiornare e spesso dà uno sguardo alle camere d’hotel e anche ai vari spazi disponibili.

    Il marketing online, così come i vari comparatori di prezzi, sono oggi le principali fonti di prenotazioni di camere d’hotel ma le varie recensioni presenti sul web lasciano trasparire l’arredamento e lo stile dell’hotel che quindi influiranno decisamente sulla scelta dei potenziali clienti.

    Sicuramente oggi il business è diminuito in tutti i settori ed è quindi chiaro che i titolari d’hotel punteranno principalmente sul risparmio e al taglio delle spese scegliendo soprattutto anche arredamenti e impianti che saranno eco sostenibili principalmente per ridurre i consumi.

    Oggi non siamo qui per dare consigli su come arredare o altro ma in qualità di distributori di quadri moderni d’arredo interamente dipinti a mano, riteniamo che a volte non c’è bisogno di stravolgere l’arredamento d’hotel con grandi investimenti ma può bastare semplicemente cambiarne soltanto i dettagli come ad esempio i complementi d’arredo.

    Una buona scelta fatta magari da un architetto o un progettista d’interni potrà rinnovare sensibilmente l’impatto estetico di un ambiente. Per questo motivo l’acquisto di quadri per hotel potrà anche essere una soluzione per risolvere alcuni problemi. arredamento hotel

    Realizziamo qualsiasi tipo di dipinto a mano sia classico che moderno, personalizzando formati delle tele, misure e colori. Per questo motivo possiamo soddisfare le esigenze di tutti gli hotel che siano essi arredati in stile: costiero, rustico, industriale, minimalista, contemporaneo, eclettico, cottage, shabby chic, country francese, scandinavo tradizionale o vintage.

    Sarà un investimento minimo per rinnovare l’arredamento delle camere d’hotel, di una sala congressi o per rinnovare la reception. I nostri dipinti moderni potranno anche semplicemente essere utilizzati per coprire difetti murali dovuti a intonaco o pitturazioni oppure potranno coprire centralini di impianti ormai inutilizzati.

    Premesso questo lasciamo a voi le dovute conclusioni e vi invitiamo di dare uno sguardo al nostro catalogo di quadri astratti.

    L’apparenza vince sulla realtà! Pertanto teniamoci al passo coi tempi scegliendo le giuste soluzioni!

    Buon lavoro a tutti!

    DipintiAstratti

     

     

  • Il ritratto di Donald Trump realizzato con il sangue mestruale

    Il ritratto di Donald Trump realizzato con il sangue mestruale…

     

    Sembrerà assurdo ma la notizia è proprio vera!

     

    Siamo a Washington e l’artista è la giornalista Sarah Levy. L’attivista americana realizza questo dipinto in segno di protesta aspettando il giorno del suo ciclo mestruale e in risposta ad alcune dichiarazioni di Donald Trump.

     

    Infatti Sarah Levy dichiara di aver preso spunto proprio dal presidente americano che a seguito di un litigio televisivo con una giornalista, affermava che la stessa fosse stata troppo cattiva con lui per via del ciclo mestruale.

     

    Il fatto risale al 2015 quando ancora Trump era candidato alla presidenza ma oggi navigando un pò sul web e visto che non si parla di altro non abbiamo potuto tralasciare questo “pezzo d’arte”.

     

  • QUADRI RELIGIOSI: MADONNA CON GESU BAMBINO

    QUADRI MODERNI RELIGIOSI PER LA CAMERA DA LETTO

    Una delle scelte più importanti in fatto di quadri d’arredamento è senz’altro quella che riguarda le tele da esporre nella camera da letto.

    Ci sono svariati soggetti di quadri indicati per essere appesi in una camera: ad esempio fiori e scene naturalistiche, paesaggi e vedute, composizioni astratte e decorative, ritratti e, soprattutto, quadri a soggetto religioso. In particolare questi ultimi, fin dai tempi in cui l’arte sacra era la pittura nobile per eccellenza, non potevano mancare nelle stanze dedicate al riposo notturno, allo studio e alla meditazione personale, fungendo da oggetti di contemplazione ma anche da importanti inviti e richiami alla riflessione e alla preghiera mattutina e serale.

    Le icone, realizzate in svariate tecniche e supporti, come legno, argento, ceramica o a mosaico, fanno parte non solo della devozione confessionale e degli ambienti religiosi come chiese e oratori, ma anche, più genericamente, del nostro bagaglio culturale e delle nostre abitazioni private. Una tradizione  che attraversa i secoli e le culture, accomunando Occidente e Oriente in uno stesso amore per l’immagine sacra, reinterpretata anche nella contemporaneità secondo nuovi gusti e stili.

    E anche oggi infatti, per educazione, abitudine o tradizione ci viene spontaneo considerare icone e immagini religiose come la Sacra Famiglia, il Crocifisso o una Madonna con Gesù Bambino come ideali per una camera, specialmente se posizionati sopra la testata del letto nuziale. Sicuramente un capezzale a tema religioso potrebbe essere un ottimo regalo, affettuoso e beneaugurante, per due novelli sposi o per una coppia che si è appena trasferita in una nuova casa o una nuova camera.

    La tradizione spesso ha privilegiato, per i capezzali, riproduzioni di famose Madonne, santi e Angeli dal volto bellissimo, come ad esempio i dipinti di Raffaello; ma di contro non manca chi crede che anche la pittura a soggetto religioso debba rinnovarsi seguendo il cambiare degli stili nei secoli e rivitalizzare con originalità i cliché con in chiave contemporanea, e finanche minimale o astratta, soprattutto se la destinazione di tali quadri è quella di arredare ambienti moderni.

    FOTO REALI DI QUADRI MODERNI RELIGIOSI

    Questi due quadri a olio presentati da Dipinti Astratti rappresentano una soluzione in merito dai molteplici aspetti positivi. Oltre al fatto di essere realizzati a mano, quindi originali e non semplicemente riproduzioni di quadri famosi, offrono la garanzia di un regalo gradito e un oggetto d’arredamento ideale, perché le loro forme e colori si prestano a soddisfare i gusti di chi ama l’arte moderna e si adattano a tutti gli stili di arredamento.

     

    Il primo non è solo una Madonna con Bambino ma si potrebbe definire, più in generale, una Maternità, nel senso che è sì un dipinto religioso, ma prima ancora sembra celebrare la dolcezza del rapporto madre-figlio, quindi consigliabile anche come regalo di battesimo o per una neo mamma.

    La giovanissima Madre tiene in braccio e bacia il Bambino e allo stesso tempo ci mostra il suo bellissimo viso di tre quarti, straordinariamente somigliante al sereno e tenero visetto del neonato stesso. La bellezza fisica dei due personaggi e la limpidezza dei loro occhi rimandano chiaramente alla purezza e all’eterna gioventù del loro animo.

    Umanizzare le figure religiose significa anche saperle contemplare attraverso la loro bellezza e nell’immediatezza dei gesti d’affetto quotidiano, per farle proprie nella vita di tutti i giorni, accogliendole nel nostro ambiente domestico.

    I colori sobri, le forme essenziali, la semplicità pulita del velo bianco e la dolcezza dei volti fanno sì che questo dipinto possa risaltare come capezzale sia nel contesto di una camera con arredamento classico, rustico e tradizionale, magari con mobili scuri e compatti, sia in una camera minimal o country, dai colori chiari, naturali o pastello. Inoltre, proprio per la sua efficace semplicità, si sposerà ottimamente anche con ambienti molto colorati e già ricchi di dettagli, accessori e perfino tendaggi e tappezzeria dalle fantasie o dai tessuti carichi e ‘importanti’.

    La misura in cui viene proposta la tela (nella foto) è 60×90 cm.

     

    Il secondo dipinto, multi-tela, trova i propri aspetti vincenti nella particolarità dell’articolazione e nell’essenzialità. Si compone infatti di quattro pannelli di diverse dimensioni, asimmetrici, che movimentano il classico soggetto religioso e coinvolgono lo sguardo dello spettatore, ‘costringendo’ l’occhio a passare in modo non scontato da una tela all’altra e facendolo partecipare attivamente alla ricostruzione dell’immagine di insieme.

    Ai lati della Madonna con in braccio il Bambino – realizzati in una suggestiva astrazione bidimensionale, dalle tinte piatte e dai contorni essenziali – vediamo delle bande verticali, monocromatiche e sfumate, che accolgono eleganti volute decorative composte da linee delicate e sinuose, quasi dei ‘ricami’ sulla stoffa.

    Questa composizione in frammenti di misure diverse contribuisce a slanciare l’elemento del quadro e a dare un’idea di profondità e di preziosità, arricchendo così anche una eventuale parete piuttosto bassa spoglia. Due soli, in realtà, i colori principali, ma che creano un gioco di sfumature e di rimandi a suggerire l’idea di un’incisione, grazie anche al contorno marcato, quasi purificato, delle figure e alla combinazione tra i profili dei volti al centro e i motivi floreali ai lati. Un insieme che evoca un’atmosfera di rarefatta eleganza.

    Pensato per una camera assolutamente contemporanea, questo quadro multi-tela si adatterà comunque bene a una mobilia più tradizionale e sarà perfetto anche in un ambiente in stile etnico e orientale. Piacerà sicuramente anche a chi in pittura preferisce l’astratto al figurativo, e a chi predilige le forme geometriche e gli elementi stilizzati e decorativi.

    I vari pannelli misurano rispettivamente 30×50 cm + 30×65 + 25×55 + 40×50 cm.

     

    Formato e misure delle tele sono comunque personalizzabili per ogni preferenza e necessità di abbinamento.

     

    Ecco i link a due brevi video su youtube in cui è possibile ammirare una ‘presentazione’ a tutto tondo dei due dipinti sulla parete:

     

     

     

  • COME APPENDERE I QUADRI

    COME APPENDERE I QUADRI

    Tutti riteniamo che entrare in possesso di un quadro sia un momento piuttosto emozionante. È sempre una bella soddisfazione riuscire a compiere la scelta vincente trovando finalmente il dipinto di proprio gusto, a un prezzo onesto e che si intoni con l’arredamento, i colori, la dimensione dello spazio in cui viviamo; oppure può trattarsi di ricevere in dono un oggetto gradevole, originale e personalizzato secondo il gusto di chi lo riceve, o di ereditare un dipinto di famiglia, magari anche antico e pregiato, che vogliamo comunque conservare ed esporre nella nostra contemporaneità per amore verso le tradizioni.

    Ma l’impresa non è certo finita con un acquisto – o un regalo – ‘indovinato’: anche stabilire la posizione che il quadro andrà ad occupare è fondamentale per la buona resa estetica. Questo vale soprattutto nel caso in cui la tela non sia stata scelta appositamente pensando alla sua dimora di destinazione. Sebbene non vediamo l’ora, com’è comprensibile, di ammirare il dipinto nel suo ambiente di destinazione, occorre prendersi un po’ di calma prima di piantare i chiodi e accostare il dipinto alla parete, meglio se con l’aiuto di un’altra persona già esperta, poi allontanandosi provare l’effetto anche più volte, se necessario. A maggior ragione se i quadri da abbinare e da appendere sono più di uno, o se si tratta di dipinti non moderni, che hanno una cornice particolare, colorata o vistosa: in questo caso il posizionamento sarà da studiare con un’attenzione ancora maggiore rispetto al caso di quadri senza cornice o ‘a giorno’.

    Per decidere la posizione, ci soffermeremo ora su alcuni aspetti importanti – che è bene considerare tutti contemporaneamente nell’insieme, se anche li elencheremo, per comodità, in successione.

     

    Uno o più quadri?

    È intanto da decidere quale effetto si vuole sottolineare: esaltare il singolo quadro o giocare con l’insieme? Se una tela è grande e di richiamo, meglio ‘isolarla’ su una parete; quadri più numerosi e piccoli andranno sicuramente abbinati in modo da creare una piacevole composizione, perché in questo caso prima ancora che dai singoli soggetti l’occhio sarà colpito dalla loro disposizione. Dobbiamo infatti tener presente che, entrando nella stanza, ancor più se l’ambiente è spazioso o se i quadri sono molto piccoli, il soggetto dei dipinti probabilmente non sarà la prima cosa che catturerà lo sguardo, e forse non lo sarà neanche il colore. L’occhio verrà attratto sulle prime dalla linee geometriche, immaginarie, ‘direttive’, che portano verso il ‘fulcro’, il punto più vistoso dello spazio intero, e dalle forme geometriche ‘disegnate’, individuate attorno a questo punto. Naturalmente questo effetto lo possiamo creare ad arte, posizionandoci sulla soglia o al centro di una stanza e stabilendo il punto esatto dove vogliamo che lo sguardo cada. Lì sarà bene che il nostro più bel quadro campeggi nella sua funzione di ‘richiamo’, un po’ come se si trattasse di una galleria d’arte, e attiri meritati sguardi d’ammirazione!

     

    Il colpo d’occhio

    Se sbagliamo quando in uno stesso spazio vitale lasciamo coesistere più ‘fulcri’ visivi, probabilmente l’effetto è ancora meno bello se, al contrario, non ce n’è nessun centro preponderante: se vogliamo organizzare uno spazio armonico e ordinato, lo sguardo del visitatore, e ovviamente anche il nostro, non deve vagare, bensì essere guidato. Detto questo, è chiaro che anche i quadri più piccoli e poco appariscenti, per essere davvero ornamentali, non dovranno essere accostati a creare né un grappolo caotico, né l’eccessiva noia di una fila unica, ma contribuire a rispettare l’equilibrio dell’insieme illuminandolo di quel ‘tocco in più’ che altrimenti non avrebbe.

     

    L’equilibrio dello spazio nell’arredamento

    È certo possibile armonizzare un ambiente anche utilizzando quadri molto diversi tra loro, basta rispettare armonia visiva, ad esempio destinando quadri di una simile tecnica all’interno di una stessa stanza (olio, acquerelli, o stampe), evitando di mischiare quadri e foto, e ancor più rifuggire gli eccessi: sia il senso di “horror vacui” delle affastellate e claustrofobiche composizioni medievali, sia l’effetto falso-minimalista (e in realtà scialbo) di una tela grafica a colori piatti su parete completamente bianca e per il resto vuota.

    Oltre alle dimensioni dell’ambiente, come vedremo, bisognerà considerare se vi siano presenti grandi vetrate, scalinate ecc., i vari punti luce (lampadari, fari o lampade) e infine il numero e la grandezza delle finestre. Se l’ambiente è comunque grande e luminoso, i quadri potranno essere più contenuti, disposti tra una finestra e l’altra; se invece lo spazio è più limitato si potrà optare per un unico grande dipinto, eventualmente composto da pannelli disposti geometricamente o a comporre un “puzzle”, per movimentare la parete.

     

    La parete

    Un po’ come quando si deve scegliere un abito in base alla figura di chi lo indosserà, occorre vedere se le ‘linee’ che il quadro andrà a suggerire si adattino o meno a quella specifica parete e alla funzionalità della stanza, considerando anche l’altezza dal soffitto.

    Per pareti piccole e strette, meglio prevedere pochi quadri di forma verticale o creare una disposizione ordinata e lineare; piccole tele una sopra l’altra staranno bene sulle pareti di stanze con soffitto molto alto, andando cioè a disporsi nel senso della lunghezza; in pareti larghe con soffitto basso sarà invece più adatta una disposizione contigua dei quadri. Nel caso di stanze con soffitti molto alti e pareti ampie e spaziose, in alternativa alla grande tela unica di design e di ‘richiamo’, si potrà osare di appendere più quadri disposti in fila a formare un largo rettangolo, anche con andamento sfalsato o ondulato, se lo spazio lo permette. Un quadro grande, moderno e dai colori caldi e vivaci occuperà da solo spazi ‘nobili’ e ben visibili in larghezza, come, nel caso di un salotto, sopra a un divano, o sopra un grande tavolo, o, nel caso di un camera, sopra la testata del letto, o, in uno studio, vicino alla scrivania. Se abbiamo scelto di appendere un quadro a pannelli, ad esempio un ‘trittico’ con andamento orizzontale, è meglio dedicargli una parete intera, senza accostarvi altri quadri o quadretti di stile diverso, per non ostacolare l’effetto di nitida lettura in successione dei pannelli da parte dell’occhio. In un corridoio, o in un ingresso-notte, i quadri non saranno tropo vicini ad eventuali specchi o lampade e cercheranno di ‘accompagnare’ la parete nel senso della sua lunghezza, sottolineando così la funzione della stanza. Se i quadri vanno appesi alla parete occupata da una rampa di scale che porta al piano superiore, occorre disporli lungo un’asse piuttosto regolare, ad esempio in una diagonale parallela a quella del pavimento e al soffitto, in modo che seguano lo sguardo e l’ascesa di chi sale.

     

    La luce

    Altri dati importantissimi da tener presente sono le fonti di luce (solare e artificiale) e la distanza dalle finestre. Per prima cosa si dovrebbero evitare fonti dirette di luce e di calore sui quadri, per non rovinarli; poi sarebbe bene anche studiare gli effetti dei riflessi di luce solare provenienti dalla finestra sul vetro della cornice o sulla tela a giorno. La luce dovrebbe arrivare dall’alto rispetto al quadro, in modo da valorizzarlo, mentre un’illuminazione laterale o trasversale rischia di creare contrasti ed evidenziare difetti. Ottimo accorgimento è, quindi, partire dalla posizione delle finestre e delle lampade e dell’illuminazione per individuare il punto in cui il quadro potrà risaltare maggiormente, provando la collocazione della tela o del pannello all’effetto della luce nelle varie fasi del giorno.

    Inoltre occorre confrontarsi con i colori delle fonti di illuminazione (o anche il colore dei ‘punti’ più vistosi del design) eventualmente già presenti nella stanza, in modo da bilanciare il tutto senza creare evidenti contrasti e senza appesantire l’insieme. Per fare un esempio, in uno studio professionale, dove si è deciso di appendere quadri dai toni chiari, disegni in b/n o figure stilizzate e sobrie con sfondo bianco, un’eccessiva illuminazione di vari necessari punti luce sul vetro delle cornici potrebbe disturbare il senso di ordine ‘geometrico’ dell’insieme.

    Per quadri grandi e ‘importanti’, o comunque quelli di maggior valore, specialmente se esposti in pareti ‘nobili’, si può decidere di prevedere un’illuminazione appositamente studiata, come ad esempio un faretto o una fila di piccoli faretti posti superiormente.

    La distanza e l’altezza dei quadri

    Arriviamo finalmente a considerare due aspetti fondamentali: la distanza massima e minima del quadro da chi lo osserva, e l’altezza a cui il quadro è appeso alla parete. Per verificare la ‘giusta’ distanza, indubbiamente ci si può regolare sulla base del tipo di quadro e non solo sulla dimensione. Ci sono infatti quadri ricchi di particolari, che vanno osservati da vicino, ad esempio quelli naturalistici; altri si apprezzano meglio se guardati a una certa distanza, come i soggetti astratti, in modo che le ‘macchie’ di colore creino forme e linee più ordinate e riconoscibili, oppure nel caso in cui le tele raffigurino scene molto movimentate, per cui solo da lontano si può cogliere appieno l’insieme del soggetto.

    Quanto all’altezza a cui appendere, per regolarsi si possono seguire due criteri, uno di tipo  geometrico-matematico e un altro, più pratico ed empirico. Il primo suggerisce di dividere idealmente a metà la parete riguardo alla sua altezza, come tacciandovi una linea orizzontale; poi, considerando la metà superiore, dividerla ancora in due e appendere i quadri lungo quest’asse ideale che attraversa le due metà superiori. Il metodo che si affida al senso comune suggerisce che di solito l’altezza del quadro debba corrispondere all’altezza dell’occhio di chi guarda, o poco più in alto (quindi, considerando l’altezza media di una persona adulta, il punto più basso del quadro sarà compreso nello spazio di parete che va da 1,5m a 2 metri da terra), ma ovviamente non si tratta di regole universali. In generale è sconsigliato appendere quadri troppo in alto, a meno che non siano molto grandi o che non vi sia altro spazio disponibile; ma neanche è bene posizionarli troppo in basso o in angoli nascosti, se anche si tratta di quadri piccoli e sobri. Appendendo quadri semplicemente qua e là dove lo spazio è libero, e non dove l’occhio vorrebbe, infatti, si dà l’idea di relegarli a una funzione riempitiva, di tappezzeria o di… ‘tappabuchi’.

     

    La disposizione e le forme dei quadri

    Una volta stabilito il numero e la posizione, resta da decidere l’estro del ‘come’ disporre i quadri scelti quando questi sono più di uno. In semplice serie, in allineamento ordinato e funzionale oppure in una composizione più ardita e complessa?

    Riprendendo quanto già detto all’inizio, possiamo consigliare di disporre una serie di quadri dello stesso autore o soggetto o di simili colori, come in una scacchiera, ovvero a distanze regolari, per accentuarne appunto l’osservazione in serie o l’effetto ‘didascalico’ e rassicurante (in uno studio, un corridoio, una camera da letto…); oppure movimentando la serie con a un accostamento speculare o asimmetrico, se si vuole creare un effetto meno scontato (ad esempio in un soggiorno, in un tinello, in cucina o in una stanza di ragazzi). Per pareti vuote o in stanze piuttosto spoglie e dai toni tenui, la scelta di accostare più quadri darà sia un tocco di colore che una ‘forma’ estetica. Disposizioni più fitte e movimentate andranno bene, quindi, per tele regolari, simili tra loro per forma e dimensione. Al contrario, quadri molto diversi tra loro per dimensioni e stile e tonalità, ma che, per gusto o per ‘affetto’ personali, si vuole ad ogni costo appendere vicini nella stessa stanza, potranno essere armonizzati proprio da una più ‘tranquilla’ e regolare disposizione in successione lineare, formando cioè linee decisamente orizzontali, grazie anche all’accorgimento di allinearli, ad esempio, all’altezza di una mensola o di uno scaffale.

    Se decidiamo di disporre un certo numero di quadri con andamento orizzontale, è bene mettere i più grandi ai lati; se l’allineamento è a blocco o circolare, il quadro più grande va messo al centro e i più piccoli alle estremità; se la parete è abbastanza ampia si può creare una sorta di andamento regolare degradando dal più grande al centro, ai più piccoli alle estremità. Per quadri numerosi ma molto piccoli, un allineamento sfalsato, diagonale o a zig zag (con equilibrio tra spazi pieni e vuoti), risulterà sicuramente originale e inatteso, specialmente se pensato nello scopo di vivacizzare uno spazio altrimenti più tradizionale.

     

    Utilizzando questi accorgimenti, dunque, sarà possibile valorizzare sia l’ambiente che il singolo quadro e i quadri nell’insieme. Realizzando così, con i nostri quadri più amati – che siano acquistati o semplicemente avuti in dono o in eredità – una ‘decorazione’ veramente funzionale, in cui ogni particolare rimanda all’armonia più vasta dell’intero spazio living.