UN BREVE SAGGIO SU QUESTO QUADRO MODERNO
Dov’è la meta?
Dov’è la meta? La cerchiamo tra il turbinio di foglie secche in autunno, quando folate di vento tiepido le alzano a mezz’aria, e lì per pochi secondi rimangono sospese. Minuto dopo minuto i passi incalzanti scandiscono il fiato, donando una certa stabilità al ritmo cardiaco. Intanto che i chilometri si sovrappongono, silenziosa arriva la pioggia, che a volte lascia il posto al nevischio. Dov’è la meta? Forse è più in là, ma non ha importanza. La strada consumata accoglie sempre e comunque piedi che guadagnano terreno. Tra le nuvole si fa largo il tiepido sole, e la natura esplode in un turbinio di colori. Mentre la primavera attende l’arrivo dell’estate, dov’è la meta? Forse è solo un ricordo sbiadito, un’esigenza ormai lontana. Il sudore goccia a goccia scende, il sole infuocato di un tramonto, o carico di un’alba, scalda sempre e comunque i pensieri. La meta non c’è. I sogni sono l’unica meta esistente.


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