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IL SIGNIFICATO DEI FIORI E LA SCELTA DI ARREDARE CON UNA TELA A SOGGETTO FLOREALE

I FIORI NEL’ARTE E NELL’ARREDAMENTO

Una rosa, è una rosa, è una rosa.”

(Gertrude Stein, 1913)

 

Un fiore: fragile ma vivo, simbolo di una bellezza spontanea e naturale, meravigliosa ma purtroppo effimera, da apprezzare e amare nell’attimo che fugge, proprio perché destinata a sfiorire presto. Quindi non stupisce che da sempre i fiori, e soprattutto la rosa, la “regina dei fiori”, siano stati il soggetto “perfetto” da eternare in arte, magari sulla tela (o in fotografia; così come del resto anche in letteratura e in poesia).

Avvicinandosi al nostro ambito di interesse, possiamo notare come stampe e dipinti raffiguranti fiori, e più in generale soggetti naturali, siano tra i più diffusi e venduti tra quelli destinati all’arredamento di ambienti moderni siano essi appartamenti, locali commerciali, alberghi o studi professionali. Il fiore, elemento tratto dal mondo della natura, riesce a essere perfettamente reinterpretato anche dalle linee e dalle astrazioni del design contemporaneo.

In questo e nei prossimi articoli parleremo del gusto e del successo dei fiori come elemento artistico e ornamentale e vedremo insieme alcune delle ragioni, delle modalità e delle tipologie più adatte per questa scelta. Ma oltre agli evidenti aspetti estetici che il tema floreale può avere, ce n’è anche un altro assai importante da tenere in considerazione: il valore simbolico e psicologico dei fiori – e di ogni fiore in particolare.

Prima, dunque, di analizzare forme e contenuti di questo peculiare soggetto di arte e arredamento, occorre prestare attenzione a una domanda: perché i fiori continuano a piacere, al di là degli stili e delle mode? Quale significato e quale originalità può avere la scelta di arredare i nostri ambienti contemporanei con dipinti floreali? E come indirizzare e personalizzarne la scelta?

Proprio il termine “significato” gioca in questo caso un ruolo psicologicamente determinante. Sì, perché sappiamo che anche fiori e piante, oltre a essere in generale specchio vivo della generosa e variegata bellezza della natura, hanno ognuno il proprio singolare significato e un linguaggio tutto da scoprire.

I fiori sono da sempre simbolo dei sentimenti – beni, appunto, da “coltivare” – dello sbocciare della vita stessa e di rigogliosa gioventù, tradizionalmente associati all’universo femminile e alla delicata sfera della sensualità e della riproduzione, nonché doni di solito prescelti da animi poetici e gentili: non è quindi un caso che proprio nell’Ottocento, secolo che segna il trionfo dei sentimenti e dell’effusione lirica, si è cominciato a parlare di un vero e proprio “linguaggio dei fiori”. Che in realtà esiste da sempre.

Ogni fiore se ci pensiamo ha e ha sempre avuto il suo perché. A chi è appassionato di letteratura probabilmente tornerà il ricordo di esempi celebri come il mito classico di Narciso – l’infelice l’amante di se stesso salvato solo dal trasformarsi in un fiore che diviene segno di liberazione e nuovo inizio – o la storia della Signora delle camelie – dama che esibiva a teatro bouquet di camelie di colore a volte rosso a volte bianco a significare la sua disponibilità o meno all’amore come messaggio occulto per i suoi potenziali accompagnatori –; ma anche, per restare ai giorni nostri, il recente romanzo sentimentale Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh.

Non si tratta, comunque, di un codice cifrato accessibile a pochi o una romanticheria aristocratica o letteraria, bensì di un possibile vero e proprio “parlarsi” attraverso il semplice dono di un fiore o di una pianta, a partire dalle specie che più sono entrate a far parte dell’immaginario comune, perché per qualche misteriosa ragione sembrano condividere alcune nostre “virtù” o caratteristiche. Ad esempio, perché pensando all’edera pensiamo alla fedeltà per sempre? O perché la viola mammola ci ispira qualcosa come timidezza, riservatezza? E come mai le rose gialle erano donate in segno di infedeltà mentre le rose rosse come dichiarazione d’amore? Potremmo fare molti altri esempi, ma le possibilità di combinazioni sono praticamente infinite.

Passando all’ambito della raffigurazione, così come si regalano fiori “naturali” diversi a seconda delle occasioni e del pensiero che si vuole comunicare a chi lo dovrà ricevere – spaziando dall’amicizia, all’amore, alla passione, alla richiesta di perdono alla promessa di fedeltà… – anche ogni fiore “artistico” preso come proprio ornamento o come dono ad altri, porterà il messaggio di chi lo ha scelto.

In tal modo, anche se il fiore artistico, in questo caso una tela, può sulle prime sembrarci certo elegante ma anche in qualche modo un oggetto “standard”, esso acquisterà sicuramente un volto diverso e nuovo a seconda degli occhi che lo guarderanno e dell’ambiente circostante.

Non solo i criteri di stile e colore, dunque, ma anche la specie e il significato del soggetto “fiore” possono guidarci nella scelta più adatta, mirata e personalizzata.

Dillo con un fiore”, dunque… o anche con un quadro.

Nei prossimi post saranno suggeriti alcuni possibili esempi.

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