Senza categoria

PITTURA MODERNA VINCENT VAN GOGH E L’ASTRONOMIA

PITTURA MODERNA VINCENT VAN GOGH E L’ASTRONOMIA

Quante volte ci sarà capitato di osservare il cielo stellato ed essere catturati dalla sua bellezza. Con la punta delle dita abbiamo disegnato le costellazioni, cercando la stella polare e sperato di incontrare con lo sguardo una stella cadente. Come noi, molti artisti si sono lasciati affascinare dal cielo notturno, tra tutti, il pittore olandese Vincent Van Gogh che nei suoi quadri ha raffigurato la volta celeste da ogni angolatura e prospettiva. Van Gogh amava così tanto dipingere il cielo e le stelle che si avvicinò all’astronomia, trasformando i suoi quadri in oggetto artistico e scientifico allo stesso tempo.

Quadri Van Gogh

Le stelle, che Van Gogh definisce “puntini luminosi”, hanno un significato profondo per l’artista perché rappresentano il legame tra il concreto e il sogno, tra la scienza e l’arte. Possono essere dei corpi materiali su cui basare i propri studi astronomici, ma anche dei segni luminosi nel cielo a cui affidare i propri sogni. Nei suoi dipinti, Van Gogh cerca di far coincidere questi due lati: rappresentando il cielo stellato in mo

Quadri Moderni Van Gogh

do artistico, ma allo stesso tempo riferendosi a costellazioni e fenomeni astronomici realmente esistenti. Van Gogh si avvicinò allo studio dell’astronomia in età adulta, quando si trasferì nella cittadina di Arles, in Provenza. Uno dei primi lavori che unisce lo studio artistico a quello astronomico è la “Notte Stellata sul Rodano” del 1888.

Il quadro rappresenta il cielo che sovrasta la città di Arles, illuminata dai lampioni a gas che si sporge sul fiume Rodano creando dei riflessi di luce nell’acqua. Nel cielo viene rappresentata la costellazione dell’Orsa Maggiore o Gran Carro.

Lo stesso connubio tra arte e astronomia si trova nel capolavoro di Van Gogh, “Notte Stellata” dipinto nel 1889 presso la clinica psichiatrica di Saint-Rémy de Provence e attualmente esposto presso il MoMa di New York.

Nel dipinto è immortalato il cielo notturno poco prima dell’alba. Sul lato destro troviamo la luna nel suo ultimo quarto mentre nella parte centrale del quadro è dipinta, grande e bianca, la Stella del Mattino: Venere. Ma un’immagine in particolare riempie il quadro, una spirale situata in posizione centrale. Molti studiosi si sono chiesti che cosa rappresenti il vortice centrale presente in “Notte Stellata” di Van Gogh. John D. Barrow ha tentato di dare una risposta nel suo libro “Le Immagini della Scienza” (Mondadori, 2009). Secondo lo studioso si tratterebbe della Galassia M51, scoperta nel 1773 da Charles Messier.

La Galassia Vortice è composta da due galassie che andando in collisione formano una spirale, il fenomeno oggi ampiamente conosciuto in astronomia, fu testimoniato per la prima volta da William Parsons che fece dei disegni nel 1845. Da questo momento in poi, la scoperta suscitò grande interesse da parte della letteratura scientifica. L’argomento, si ipotizza, possa avere interessato anche Vincent Van Gogh al punto che il pittore l’abbia voluto rendere protagonista nel suo capolavoro.

Pur non osservandola dal vivo Van Gogh ha voluto dipingere la Galassia Vortice per omaggiarne la grandiosità e la bellezza, riuscendo anche in questo caso a far coincidere il suo interesse per l’astronomia con la sua vocazione d’artista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *