La pittura murale è stata una delle prime forme d’arte: fin dal paleolitico infatti l’uomo ha iniziato ad esprimersi e a raccontare il mondo utilizzando i materiali messi a disposizione dalla natura, come rocce lisciate e decorate con pigmenti di origine minerale o fuliggine.
Ripresa anche dai greci, dagli etruschi e dai romani, la tecnica dell’affresco vede il suo periodo di massima diffusione attorno al XIII secolo, tuttavia sarà solo con artisti del calibro di Giotto e Cimabue che possiamo parlare di “vero fresco”.
Per realizzare un affresco è necessario operare su di un supporto costituito da 3 strati:
– Il rinzaffo, composto da sabbia e calce che costituisce la prima stesura necessaria per livellare la superficie da tutte le sporgenze;
– L’arricciato, ovvero un misto di calce spenta da almeno un anno e sabbia a grana grossa;
– L’intonaco o tonachino, costituito anch’esso da calce spenta e sabbia ben setacciata a grana fine.
I pigmenti di origine minerale vengono stemperati con acqua sull’intonaco fresco ed applicati in diversi strati direttamente con il pennello.
A garantire la resistenza dell’affresco agli agenti chimici ed atmosferici è la reazione chimica denominata carbonatazione: la malta di calce, disidratandosi, produce un involucro trasparente che ingloba i pigmenti fissandoli in maniera definitiva sul muro. Ciò forma uno strato dall’aspetto di una crosta vetrosa denominato calcina.
Ca (OH)₂ + CO₂ CaCO₃ + H₂O
Al fine di garantire risultati eccellenti, è necessario prestare attenzione alla scelta dei materiali da utilizzare: innanzitutto è fondamentale che si utilizzi calce idrata o calce spenta, che essa sia perfettamente sigillata all’interno del suo involucro e che venga conservata in un luogo al riparo dall’umidità.
La sabbia deve necessariamente provenire dal letto di un fiume: sia la sabbia di origine marina che quella ferruginosa contengono infatti dei componenti che con il tempo rilasciano sostanze che macchiano irrimediabilmente la superficie dell’affresco. È fondamentale accertarsi che la sabbia sia perfettamente pulita, immergendone un piccolo quantitativo in un bicchiere d’acqua e mescolando: così facendo eventuali impurità diventano immediatamente visibili.
Anche la scelta della dimensione della sabbia deve essere estremamente meticolosa: maggiore è la dimensione dell’opera da realizzare e maggiore deve essere la dimensione della grana della sabbia, fondamentale nel dare la stabilità al supporto.
Meno importanza ha invece la scelta del pennello: l’azione caustica della calce causa infatti il rapido deteriorarsi degli strumenti con cui viene a contatto, danneggiandoli rapidamente.
Anche il muro stesso su cui lavorare deve essere scelto con attenzione: è la base dell’opera, pertanto è imperativo che sia perfettamente sano e non presenti macchie, chiodi, stuccature né tracce di cemento. Se il supporto si trovasse in una zona umida è preferibile sottoporlo ad un trattamento con acido cloridrico, in modo da eliminare muffe ed altri agenti dannosi che potrebbero compromettere il buon esito del lavoro.